Baudelaire

Come una coltellata tu che a me
entrasti nel pavido cuore;che forte come una mandra
di diavoli,folle e agghindata,

del mio spirito umiliato
hai fatto il tuo letto e il tuo regno;
-infame che a te mi leghi
come il forzato alla catena,

al gioco il giocatore incarognito,
l'ubriaco alla bottiglia
la carogna ai suoi vermi
-maledizione a te,maledizione!

La rapida spada ho pregato
di darmi la libertà,
al perfido veleno ho domandato
soccorso per la mia viltà.

Ahimè!che spada e veleno
mi hanno risposto con sdegno:
<<non meriti d'esser tolto
alla tua maledetta schiavitù;

se anche del suo potere
ti liberassimo,idiota!
il cadavede del tuo vampiro
resusciterebbe ai tuoi baci>>

Baudelaireultima modifica: 2005-03-14T22:41:04+01:00da poeta_silente
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